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LA PIGNOCCATA SICILIANA, IL DOLCE DI CARNEVALE

Le belle arti sono cinque: la poesia, la scultura, la musica, la pittura e l’architettura che ha come ramo principale la pasticceria! Così scriveva Marie - Antoine Caréme detto Antonin in Francia più di duecento anni fa e così vale più o meno oggi in quasi tutte le parti del mondo… ma non proprio ovunque… perché la Sicilia è un’altra terra e un’altra storia e nella pasticceria siciliana tutte e cinque le belle arti si mescolano come in una magia!

Preparare un dolce in Sicilia infatti è una storia, una tradizione, una leggenda, una miscela tra sacro e profano.

Un dolce siciliano non è soltanto buono da mangiare ma è un gesto che può avere mille intenzioni che si tramandano da secoli. I dolci, barocchi o discreti, eleganti o poveri emanano tutti un messaggio preciso: una dichiarazione d’amore, un ringraziamento ma anche un consiglio o un avvertimento e ogni stagione, ogni festa, ogni occasione ha un suo dolce e solo un occhio ed un palato attento può coglierne il vero significato.

Visto che siamo a carnevale, non tutti sanno che, a Castellammare, per esempio, oltre alle famose chiacchiere ed alle “sfince” un dolce che non può mancare era ed è la Pignoccata, diversa dalla pignolata messinese che invece è cotta al forno e coperta di glassa di zucchero.

La Pignoccata nasce come dolce povero composto di una pasta che si compone solo di farina, uova, zucchero e olio o strutto. Viene tagliata in piccoli tocchetti o chicchi che vengono fritti per poi essere immersi nel miele sciolto e disposti nel piatto a forma di pigna.

La ricetta nasce durante le feste pagane per la festa della Primavera quando travestiti con teste di animali si ballava e cantava e ci si abbandonava a grandi bevute e mangiate. Da lì la nascita del carnevale e della pignoccata a forma di pigna in quanto simboleggiava, il risveglio della foresta.

Fu naturalmente l’estro dei pasticceri siciliani, durante la dominazione spagnola, a trasformare la pignoccata in un dolce allegro e divertente ricoperto di miele, di zuccherini colorati come coriandoli e scorzette di arance come stelle filanti per arricchire le tavole dei nobili siciliani.


Anche la pignoccata ha il suo significato. Ogni chicco simboleggia e rievoca “una faccenda allegra e leggera” solitamente un litigio futile legato ad un amore appena nato o ad un equivoco da raccontare in maniera scherzosa per ridere insieme …

Chiacchiere, pignoccata e sfince nella nostra tavola di carnevale non possono mancare ma attenzione ad aggiungere vassoi di “cassatelle” se ci sono fidanzati in famiglia! Perché rischiamo di non farli arrivare alle nozze! Ma questa delle cassatelle si sa… è un’altra storia… da raccontare… alla prossima.


Ecco gli ingredienti della pignoccata


Per la pasta:

· 500g farina;

· 5 uova;

· 100g di zucchero;

· un pizzico di sale;

· 2 cucchiai di olio di semi;

· scorza di arancia;

· cannella;


Per la finitura:

· 250 di miele;

· 100g di zucchero;

· 50g di acqua.


Ecco come prepararla …

Sul piano di lavoro fare una fontana con la farina, versare al centro tutti gli ingredienti e impastare, prima con la forchetta e poi con le mani, fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.

Coprire con pellicola alimentare e fare riposare in frigorifero per un’ora.

Trascorso questo tempo, staccare dei pezzi d’impasto, formare dei cordoncini del diametro di un centimetro e tagliare dei tocchetti di un paio di centimetri.

Friggerli in abbondante olio e scolarli quando saranno dorati, facendoli asciugare su carta assorbente.

Fare riscaldare in un pentolino il miele con l’acqua e lo zucchero finché la glassa assuma una consistenza fluida, poi spegnere il fuoco e immergervi gli gnocchetti fritti, mescolandoli delicatamente con una spatola.

Quando la pignoccata sarà glassata in modo uniforme, disporla sul piatto da portata e decorare con i diavolini di zucchero, le mandorle tostate e le scorzette di arance tagliate finemente.


A cura di Marcella Colomba


Articolo del 16\02\2021;

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