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Precisazioni sulla reale collocazione della chiesa Madre di Castellammare del Golfo

In riferimento a un post uscito su un noto social network relativo alla collocazione della Chiesa Madre di Castellammare del Golfo, così pieno di inesattezze, ci siamo trovati nella necessità di fare alcune doverose precisazioni.


E' stata pubblicata in questo post una foto (in basso) che ritrae la Chiesa Madre, con la facciata completamente libera e non nascosta dalla fila di case che attualmente ne ostruisce una parte. E' sicuramente di grande impatto scenografico, ma bisogna fare delle precisazioni storiche in risposta alla domanda: “Sono state costruite prima le case o la Chiesa?”.


Ph credits: a sx Sicilia Souvenir Francesca Abitabile,

a dx https://www.castellammaredelgolfo.sicilia.it/


Innanzitutto vogliamo rassicurarvi: nessun "geniaccio dell’Ufficio Tecnico" del passato ha mai voluto nascondere intenzionalmente parte della facciata della Chiesa Madre.

E questa è Storia, semplicemente perchè il suo impianto attuale è della prima metà del 1700 (1726 – 1736) e quella che vediamo oggi è la sua terza riedificazione.

fonte: Castrum Ad Mare de Gulfo, G.V. Internicola, Ed. Campo 2015

Se, infatti, guardiamo la planimetria del Castrum ad mare del 1600 , salta subito all'occhio la particolare crescita del nostro paese. Guardando la mappa da sinistra a destra osserviamo "lu chianu di lu casteddu”, primo nucleo originario con il Castello. Subito dopo il ponte levatoio abbiamo “lu chianu di la terra” e “lu chianu di Santa Maria”.



Fu in questi due ultimi lembi di terra che si costruì il primo nucleo abitativo fuori le mura e la prima Chiesa Madre, voluta dal Barone Giacomo Alliata. Fu lui infatti a chiedere e ottenere la “licentia populandi” che gli consentì di procedere con l'edificazione del nuovo nucleo.


Fu fatto così un secondo impianto murario, furono progettati degli isolati e in epoca successiva l’ulteriore espansione avvenne per l’iniziativa dei De Luna.


"La nuova chiesa parrocchiale fu costruita molto vicina al tratto orientale delle mura per non disturbare l’impianto urbanistico generale e la disposizione razionale degli isolati. Risultava dislocata, comunque, in una posizione piuttosto centrale rispetto al prospettato centro abitato ed, esendo posta di fatto a sud-est del nucleo abitativo già costruito, si apriva –mentre era vivo il suo fondatore Giacomo Alliata- su un piano totalmente disabitato, cui sarebbe stato dato il nome di “Chianu di Santa Maria” (Cit. Giuseppe Vito Internicola, Castrum ad mare, pp. 133-134).

Questa prima Chiesa Madre, di cui non si è conservato nulla, viene iniziata quando il barone Giacomo Alliata ottenne, il 16 marzo 1513, la licenza dal vescovo di Mazara, Giovanni Villamarino, di costruirla col titolo di Santa Maria del Soccorso. Era ad una sola navata e con un solo altare e, poiché era molto piccola e non rispondeva alle mutate esigenze del paese, nel 1599 venne demolita e ricostruita più grande e a tre navate.

Con il ritorno della famiglia baronale dei De Luna, in particolare con Pietro, dunque, si iniziò una nuova progettazione dell’abitato(1560) , che aveva avuto un forte freno dopo la morte del barone Alliata (1532).


“I due isolati che nella progettazione stavano innanzi la chiesa, non furono momentaneamente costruiti ed è documentato fino al 1626 l’esistenza di una piazza dinanzi la chiesa chiamata “Chianu di Santa Maria” (cit. ut supra, p. 223).

Per tutto il 1600, come si evince dalla carta di Castellammare disegnata da

Gabriele Merelli del 1677, si completano le sistemazioni degli isolati e degli edifici perimetrali del circuito murario. Gli edifici vengono disposti in maniera regolare, e la Chiesa Madre appare con una piazza dinanzi ormai ridotta di dimensione per la costruzione di altre abitazioni.

fonte: Castrum Ad Mare de Gulfo, G.V. Internicola, Ed. Campo 2015

Nel 1726 inizierà la costruzione della terza riedificazione sotto la baronia della famiglia Naselli, ed è questa quella che ancora oggi ammiriamo. I lavori furono seguiti all’architetto e padre crocifero Giuseppe Mariani.


Per una più ampia visione della facciata, vista la presenza degli edifici dinanzi, l’architetto Mariani escogitò nell’architettura della chiesa un cornicione aggettante che, sporgendo dalla parete verticale, diede movimento e risalto a tutta la facciata.


Visto il poco spazio dinanzi per la presenza delle case, per ampliare la chiesa si decise di costruire l’abside sfondando il circuito murario. Per aumentare l’effetto ottico della profondità, inoltre il Mariani dotò la chiesa di paraste, cioè pilastri incassati nelle pareti del coro.


Solo nei primi anni del 1970 vennero espropriate le case dell’isolato dinanzi la chiesa, creando la piazza che oggi conosciamo.


Per questi motivi, riteniamo che sia doveroso da parte nella nostra associazione fare queste precisazioni, perchè la storia non può essere modificata a nostro piacimento, perchè è bello sognare, ma è doveroso rispettare e valorizzare ciò che c'è, senza alterare ciò che i nostri antenati ci hanno lasciato.




Kernos, promozione del territorio.




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